di Andrea Miola
Premiato oltre i propri meriti contro l’Ascoli, ingiustamente sconfitto, dopo una prova di spessore, sul campo della capolista Palermo. In casa biancoscudata la legge del contrappasso trova immediata applicazione, lasciando comunque una scia di amaro in bocca alla luce del risultato sicuramente bugiardo maturato in terra siciliana. Contro i rosanero, del resto, il fatto di non vedere prestazioni all’altezza premiate in termini di punti è ormai diventata una triste tradizione, con analoghi precedenti nella sfida esterna della passata stagione e pure nel ko in extremis rimediato a fine marzo all’Euganeo costato poi la panchina ad Andreoletti. Ripensando a sabato, c’erano rimpianti già all’intervallo nel non vedere la squadra chiudere in vantaggio una frazione di gioco in cui aveva giocato con il piglio delle grandi, mettendo in seria difficoltà la formazione allenata da Inzaghi, e al tempo stesso con la spregiudicatezza e la gamba mostrate da un undici più giovane del solito, per effetto degli inserimenti dal primo minuto, dell’ottimo Giunti, di Seghetti e Cocchi, senza dimenticare “l’usato sicuro” Capelli, al debutto dal primo minuto. A maggiore motivo il dato finale degli zero punti è difficile da digerire, in una ripresa in cui i padroni di casa hanno spinto con maggiore continuità, trovando però quasi sempre un’adeguata replica da parte di Fusi e colleghi, forse nel complesso alla loro migliore prestazione in questo avvio di campionato. A cercare il bicchiere mezzo piano, la prova al Barbera, non solo ha fatto capire le grosse potenzialità del Padova, ma ha pure fornito una definitiva chiave di lettura sul precedente capitombolo esterno con la Cremonese che si spiega con l’inizio shock e i due gol subiti in avvio che allora avevano impedito alla squadra di disputare la gara in linea con gli iniziali piani e progetti, esattamente quanto invece visto sabato a Palermo. Questa prima sequenza di cinque gare, alla vigilia di una lunga sosta, vede così gli uomini di Calabro a quota sette, come nei progetti nella parte sinistra della classifica e con quattro punti all’attivo nelle sfide con le grandi favorite della viglia, ovvero le tre retrocesse dalla serie A e lo stesso undici rosanero.
Al tempo stesso quello senza partite sarà un periodo utile per lavorare con maggior dettaglio su alcuni aspetti e per cercare di portare la rosa a pari livello sul fronte della condizione fisica, dei meccanismi e delle conoscenze reciproche in campo, in attesa della doppia sfida casalinga con Carrarese e Virtus Entella che potrebbe portare, facendo il proprio dovere e sfruttando a dovere l’effetto Euganeo, a un ulteriore salto di qualità in termini di classifica. E la parola “sfruttare” trova ampio utilizzo quando si analizza l’aspetto realizzativo biancoscudato, quello in cui i maggiori margini di miglioramento sono più evidenti. In queste gare, infatti, le reti messe a segno sono oggettivamente poche rispetto alla mole di situazioni create, non solo ripensando alle occasioni più evidenti, ma soprattutto alle numerose volte in cui la squadra si è affacciata in condizioni potenzialmente vantaggiose, alla porta avversaria. Non manca, dunque, solo quella cattiveria sottoporta sottolineata a più voci e associata al digiuno degli attaccanti in questo avvio di campionato. Serve anche una maggiore lucidità e precisione nell’ultimo passaggio, o nella scelta della soluzione più idonea in avanti per dare un senso concreto alle numerose ripartenze, ai palloni riconquistati sulla trequarti avversaria, alle brillanti geometrie palla a terra e agli affondi degli esterni, sempre pronti a fare male. Con questi requisiti, a Palermo, così come contro il Verona, nel primo tempo si sarebbero potuto virtualmente chiudere le ostilità. Dopo la sosta, elemento tutt’altro che trascurabile, ci sarà finalmente a disposizione Artistico, l’acquisto più importante anche a livello di investimento economico dell’estate, ma la sua presenza siamo convinti che in avvio porterà giovamento soprattutto agli altri attaccanti, pronti a sbloccarsi grazie al suo supporto.







