di Andrea Miola
Si respira, o quantomeno si può tirare un bel sospiro di sollievo, ma, chiariamolo subito, i margini di crescita sono ancora enormi. C’è poco da dire, alla fine quello che conta è sempre il risultato e i tre punti conquistati ad Avellino servivano come il pane sotto ogni punto di vista, dopo tre sconfitte di fila e con le ultime due prestazioni all’Euganeo che avevano sollevato grandi perplessità sulle prospettive del Padova e sulla guida tecnica di Calabro.
Per molti versi, dal contesto ambientale al copione tattico immaginabile, la sfida in terra campana poteva ricordare quella disputata a Palermo prima della sosta, l’ultima in cui la risposta sul campo di Fusi e colleghi era stata all’altezza della situazione. E infatti per parte dei novanta minuti si è visto un match analogo, con un undici biancoscudato determinato e aggressivo quanto basta e all’evenienza anche un po’ più falloso del solito, aspetto quest’ultimo che non per forza va visto negativamente, aiutando a spezzare il gioco e i ritmi e a volte azzerando sul nascere eventuali situazioni di superiorità numerica degli avversari. Come a Palermo il Padova ha avuto il merito di portarsi in vantaggio, grazie alla caparbietà di Capelli che ha recuperato e mantenuto un bel pallone sulla trequarti, servendo alla perfezione Artistico, nell’occasione uomo assist, sulla cui sponda Zuelli non ha perdonato. Su quel gol è poi riuscito a conquistare le proprie fortune, usando tutte le armi su cui al momento può contare.
Oggettivamente la ripresa è stata all’insegna della sofferenza, e per fortuna l’Avellino, pur con un’ottima rosa, è inferiore al Palermo sul piano della qualità, ma le grandi parate di Sorrentino e la capacità di sapere soffrire e la forza nel reggere l’urto, anche nei momenti di massimo forcing, hanno creato i presupposti per portare a casa questi preziosissimi tre punti. La prima risposta che ci si aspettava, del resto, era proprio di tipo caratteriale dopo che nelle ultime partite giocate all’Euganeo era emersa una certa fragilità sul piano mentale, con la squadra incapace di reagire una volta subito il gol dall’avversario di turno. Sul fronte tecnico, importante il contributo dietro di Sgarbi, incoraggiante la risposta di Giunti nel ruolo di play, con Zuelli mezzala, encomiabile Capelli in fascia sinistra e generosi in avanti Artistico e Moro, per la prima volta schierati assieme e dai quali ovviamente adesso ci aspettiamo pure i gol. Ora godiamoci questi tre punti, da sfruttare al meglio in termini di autostima nel lavoro di crescita della squadra, lavoro enorme e che non può certo dirsi completato per effetto di questo risultato. Prossimo obiettivo riconquistare l’Euganeo, il che comporta saper fornire risposte convincenti in una tipologia di gara in cui il Padova dovrà cercare di fare la partita, anche se il Sudtirol di Possanzini, avversario di martedì sera, attua un gioco piuttosto offensivo che dunque potrebbe risultare per certi versi congeniale alle attuali caratteristiche dei biancoscudati. Al tecnico Calabro il compito di scendere l’undici ideale, anche considerando le energie fisiche e mentali spese al Partenio.






