Alzi la mano chi, dopo le due prestazioni da dimenticare all’Euganeo contro Carrarese e Virtus Entella, si sarebbe aspettato altrettanti successi con avversari tutt’altro che morbidi come Avellino e Sudtirol. Il bello del calcio, che in pochi giorni stravolge situazioni e umori, ma che, proprio per questo, richiede cautela ed equilibrio nei giudizi. Ecco perché, pur in un momento in cui ci sono elementi per sorridere, va subito precisato che i margini di miglioramento del Padova sono ancora ampi sotto ogni punto di vista.
Qualche numero e qualche statistica possono regalare spunti interessanti. Per la prima volta, ad esempio, i biancoscudati prevalgono con più di un gol di scarto dopo tre successi per 1-0. Dato comune d queste quattro vittorie, tutte sono maturate con la porta di Sorrentino rimasta inviolata. Quando invece la squadra ha subito un gol la sconfitta è stata inevitabile, con la sola eccezione del derby pareggiato col Verona che però nei minuti finali aveva colpito un clamoroso incrocio dei pali. Ecco dunque un aspetto su cui si può ancora crescere, fermo restando che i risultati positivi aiutano in quantità esponenziale a superare i difetti e le carenze a livello mentale. Ha poi finalmente segnato un attaccante, Artistico che pochi giorni prima ad Avellino aveva fatto le prove generali con l’assist vincente a Zuelli. La crescita dell’attaccante ex Spezia inevitabilmente è una delle chiavi di lettura degli ultimi exploit, senza dimenticare che all’Euganeo si sono viste novità importanti anche a livello tattico, con la difesa schierata a quattro e con in campo quattro centrocampisti di ruolo, Giunti qualche metro più indietro e gli altri tre in posizione piuttosto accentrata. Una soluzione che, a detta di Calabro, non era figlia del turnover o delle caratteristiche dell’avversario e che dunque potrebbe essere riproposte anche nelle prossime apparizioni, senza comunque dimenticare che l’apporto sulle fasce di Carissoni, Capelli, anche con il Sudtirol in grande spolvero, Cocchi e dopo la sosta di novembre dell’infortunato Zanimacchia, rappresenta un’arma importante a disposizione dell’allenatore.
Contro gli altoatesini non sono mancati momenti di sofferenza, con la squadra a tratti chiusa nella propria area e incapace di riprendere le fila del gioco a causa di tante seconde palle conquistate dagli ospiti e di qualche contrasto non vinto, ma lo spirito e la mentalità erano ben diversi da quelli visti in occasione dei due precedenti ko casalinghi e questa è già una base importante di partenza. Altro elemento da migliorare, una maggiore lucidità nella scelta della soluzione finale quando il Padova riparte, elemento che nella ripresa avrebbe permesso di chiudere prima il match. Su tale specifico tema, Calabro ha comunque manifestato soddisfazione per il fatto che il Padova abbia quantomeno creato i presupposti per potere fare nuovamente male dopo il vantaggio. Possiamo essere d’accordo, proprio nell’ottica di una crescita a piccoli passi ma costante, a maggior motivo se comunque supportata dai risultati.
Prossimo esame a Catanzaro. Guardare la classifica degli avversari e pensare di avere risolto i propri problemi sarebbe un errore imperdonabile.






