Il 66° Salone Nautico Internazionale chiude con oltre 138 mila visitatori e più di mille imbarcazioni in esposizione. Un’edizione in crescita che ha trasformato ancora una volta il Waterfront di Genova in una grande festa del mare, coinvolgendo non solo operatori e appassionati, ma anche famiglie, curiosi e semplici visitatori.
di Giorgio Miola
Genova archivia la 66ª edizione del Salone Nautico con il sorriso. Dal 1° al 6 ottobre la città è tornata a vivere intensamente il suo rapporto con il mare, accogliendo 138.273 visitatori, l’11,3% in più rispetto all’edizione precedente. Numeri importanti, che raccontano soprattutto una cosa: il Salone continua ad attirare non soltanto professionisti e operatori del settore, ma anche famiglie, curiosi, appassionati e semplici visitatori desiderosi di trascorrere qualche ora in un ambiente spettacolare.
Per chi non vive quotidianamente il mondo della nautica, infatti, il Salone di Genova rappresenta prima di tutto un’esperienza. Passeggiare tra le banchine significa trovarsi davanti a imbarcazioni di ogni tipo e dimensione, dai piccoli gommoni alle barche pensate per le vacanze in famiglia, fino agli yacht che sembrano appartenere a un altro mondo.
È proprio questo uno degli aspetti più affascinanti della manifestazione: non serve essere esperti di motori, prestazioni o tecnologia per lasciarsi conquistare dalle barche esposte. Basta camminare lungo i pontili, guardare le linee delle imbarcazioni, salire a bordo quando consentito e immaginare, almeno per qualche minuto, una giornata trascorsa in mare.

Il mare non si guarda soltanto: si prova
Una delle caratteristiche che rendono il Salone Nautico di Genova diverso da molte altre manifestazioni è il suo rapporto diretto con l’acqua. Qui le imbarcazioni non sono semplicemente esposte all’interno di un padiglione: sono realmente in mare.
Durante i sei giorni dell’edizione 2026 sono state effettuate oltre 4.600 prove in mare, dando la possibilità a operatori e potenziali acquirenti di vedere le imbarcazioni in movimento e di valutarle direttamente sul campo.
Per il visitatore comune questo significa poter assistere a una sorta di spettacolo continuo: barche che entrano ed escono dalle darsene, prove, manovre e un via vai di persone che rende l’area del Waterfront particolarmente vivace.
E anche senza avere intenzione di acquistare una barca, è difficile non fermarsi a guardare.

Non solo yacht: la nautica alla portata di tutti
Uno dei meriti di questa edizione è stato anche quello di mostrare quanto sia ampio il mondo della nautica. Accanto alle grandi imbarcazioni da sogno hanno trovato spazio soluzioni molto più vicine alle esigenze di una famiglia o di chi vuole semplicemente vivere il mare nel tempo libero.
Il Salone ha riunito oltre 1.000 imbarcazioni, con espositori provenienti da 45 Paesi, offrendo un panorama che andava dalle piccole imbarcazioni ai grandi yacht.
Ma il visitatore ha trovato anche accessori, tecnologia, design, idee per il tempo libero e tutto ciò che ruota attorno alla vita sul mare. Un mondo molto più vario di quanto possa suggerire la semplice parola “nautica”.
Una manifestazione sempre più aperta alla città
Il 66° Salone ha provato inoltre a rafforzare il legame con Genova e con un pubblico più ampio.
Particolarmente significativa è stata la Blue Arena, ospitata al Palasport, pensata proprio per avvicinare alla nautica anche chi non è un professionista del settore e soprattutto le nuove generazioni. L’obiettivo dichiarato era trasformare la semplice curiosità in conoscenza ed esperienza.
Una scelta importante perché il futuro della nautica passa anche dalla capacità di raccontare il mare a chi oggi non possiede una barca e magari non ha mai pensato di avvicinarsi a questo mondo.
Il Salone, insomma, prova a diventare sempre meno una manifestazione da visitare soltanto per lavoro e sempre più un appuntamento capace di coinvolgere l’intera città.

Tecnologia e sostenibilità, ma senza perdere il fascino del mare
Dietro lo spettacolo delle imbarcazioni c’è naturalmente anche un settore che sta cambiando rapidamente. Elettrificazione, motori ibridi, nuovi materiali, intelligenza artificiale e attenzione all’ambiente sono stati alcuni dei temi affrontati durante i numerosi incontri organizzati nei giorni della manifestazione.
Sono argomenti che possono sembrare lontani dal visitatore occasionale, ma che in realtà riguardano il modo in cui tutti vivremo il mare nei prossimi anni.
La nautica, infatti, sta cercando nuove strade per ridurre consumi ed emissioni e per rendere le imbarcazioni sempre più efficienti. Il Salone ha mostrato quindi non soltanto quello che possiamo vedere oggi, ma anche un’idea di come potrebbe essere la navigazione di domani.

Genova e il suo mare, un binomio che funziona
Al di là dei numeri, forse il risultato più evidente del Salone è proprio questo: Genova torna a essere per alcuni giorni una grande capitale del mare.
Le banchine affollate, le imbarcazioni ormeggiate, il pubblico che si sposta tra terra e acqua e il movimento continuo dentro e fuori dal porto restituiscono alla città un’atmosfera particolare.
Il successo della manifestazione porta benefici non soltanto agli espositori, ma anche al territorio, alle attività commerciali, alla ristorazione e al turismo. Lo stesso Comune ha sottolineato l’importanza degli eventi collaterali e del coinvolgimento di un pubblico più ampio e giovane.
E proprio questo potrebbe essere uno degli elementi più interessanti per il futuro: fare in modo che il Salone non sia soltanto un luogo dove andare a vedere le barche, ma un’occasione per scoprire o riscoprire Genova e il suo rapporto con il mare.

Appuntamento al 2027
Il bilancio finale è dunque positivo. 138.273 visitatori, una crescita dell’11,3%, oltre mille imbarcazioni e migliaia di persone che hanno scelto di vivere direttamente l’esperienza del Salone.
Numeri che hanno convinto gli organizzatori a guardare già alla prossima edizione: il 67° Salone Nautico Internazionale di Genova si terrà dal 30 settembre al 5 ottobre 2027.
Per chi ha visitato quest’anno la manifestazione, resta il ricordo di sei giornate nelle quali il mare è stato protagonista assoluto. Per chi invece non c’era, rimane una curiosità che probabilmente crescerà nei prossimi mesi.
Perché il Salone Nautico, alla fine, non parla soltanto a chi vuole comprare una barca.
Parla a chiunque ami il mare. E a Genova, questo, è un linguaggio che tutti comprendono.







