Parma chiude nove giorni dedicati al turismo all’aria aperta con 100 mila visitatori. Tra camper, van, caravan, accessori, destinazioni e tante attività, il Salone conferma che viaggiare su quattro ruote non è più una passione per pochi, ma un modo sempre più diffuso di vivere il tempo libero.
di Giorgio Miola
Il Salone del Camper 2026 chiude i battenti alle Fiere di Parma e lo fa con un dato che racconta meglio di qualsiasi altra cosa il successo della manifestazione: 100 mila visitatori in nove giorni.
Numeri importanti per un appuntamento che, anno dopo anno, sta riuscendo a parlare a un pubblico sempre più ampio. Non soltanto agli appassionati di camper e caravan, dunque, ma anche a famiglie, coppie, giovani, curiosi e semplici visitatori arrivati a Parma per guardare da vicino un mondo che, per molti, rappresenta soprattutto un’idea di libertà.
Perché il Salone del Camper, alla fine, non è soltanto una grande esposizione di mezzi. È una vetrina sul modo di viaggiare che sta conquistando sempre più persone: partire quando si vuole, scegliere la propria destinazione, fermarsi nei piccoli borghi, stare a contatto con la natura e trasformare il viaggio stesso in parte della vacanza.
Una città di camper dentro la Fiera
Per nove giorni le Fiere di Parma si sono trasformate in una vera e propria città dedicata al viaggio.
Oltre 600 veicoli ricreazionali erano a disposizione del pubblico, distribuiti su più di 110 mila metri quadrati e cinque padiglioni. Camper, van, caravan e motorhome hanno mostrato forme e soluzioni molto diverse tra loro: dai mezzi più compatti, pensati anche per chi cerca maggiore libertà negli spostamenti, ai grandi veicoli destinati alle vacanze in famiglia.
Per il visitatore, però, la parte più interessante è stata soprattutto la possibilità di entrare in molti di questi mezzi e immaginare come sarebbe utilizzarli davvero.
Salendo a bordo si scopre infatti un piccolo universo fatto di letti, cucine, docce, tavoli, spazi trasformabili e soluzioni studiate per sfruttare ogni centimetro. Una sorpresa soprattutto per chi è abituato a pensare al camper come a una semplice “casa su quattro ruote”.
Il camper cambia faccia
Uno degli aspetti più evidenti emersi dalla manifestazione è proprio l’evoluzione del camper.
I modelli più moderni sono sempre più confortevoli e tecnologici, con sistemi che permettono di gestire diverse funzioni anche a distanza attraverso lo smartphone, maggiore autonomia energetica e soluzioni pensate per rendere più semplice la vita a bordo.
Ma non è soltanto una questione di tecnologia.
Il successo dei van compatti, per esempio, racconta un modo diverso di intendere il viaggio: mezzi più facili da guidare e utilizzare anche nella vita quotidiana, che possono essere scelti da chi vuole alternare vacanze e normale utilizzo senza sentirsi legato a un veicolo esclusivamente ricreativo.
In altre parole, il camper sta cercando di adattarsi sempre di più alle esigenze delle persone, invece di chiedere al viaggiatore di adattarsi al mezzo.

Non solo camper: si viaggia anche con la fantasia
Una delle caratteristiche più piacevoli del Salone di Parma è che, anche per chi non ha intenzione di acquistare un veicolo, la visita può diventare un’occasione per cominciare a pensare al prossimo viaggio.
L’area dedicata a Percorsi e Mete ha portato all’interno della manifestazione territori italiani e stranieri, offrendo idee per vacanze, itinerari e weekend. Presenti anche diverse regioni italiane, tra cui Toscana, Emilia-Romagna, Marche, Sicilia, Abruzzo, Basilicata e Friuli Venezia Giulia.
E così, tra un camper e l’altro, si può finire a parlare di un borgo da visitare, di una strada panoramica, di una località di mare o di una destinazione ancora poco conosciuta.
È forse questo uno dei motivi per cui il Salone riesce a coinvolgere anche chi non è ancora un camperista: non vende soltanto un mezzo, ma suggerisce un modo diverso di viaggiare.
Una festa per tutta la famiglia
Il programma 2026 ha inoltre cercato di rendere la visita qualcosa di più di una semplice passeggiata tra gli stand.
Durante i nove giorni sono stati organizzati 28 eventi, incontri, attività e show cooking, con iniziative dedicate anche alla bicicletta, all’ambiente, agli animali, alla cucina e alla sicurezza.
Una scelta che contribuisce a rendere la manifestazione più accessibile anche alle famiglie.
Mentre gli appassionati possono concentrarsi sulle novità del settore, gli altri visitatori possono trovare qualcosa da fare, ascoltare, assaggiare o semplicemente scoprire.
E proprio la cucina ha rappresentato uno dei punti di contatto più naturali tra viaggio e territorio: perché viaggiare in camper significa anche fermarsi, conoscere i prodotti locali e portarsi dietro il gusto dei luoghi visitati.
La libertà come nuova forma di vacanza
Dietro il successo del Salone c’è soprattutto un cambiamento nel modo di intendere la vacanza.
Il turismo itinerante piace perché permette di evitare programmi troppo rigidi e di costruire il viaggio giorno dopo giorno. Una filosofia che sembra incontrare le esigenze di chi cerca esperienze, natura e maggiore autonomia.
I dati del mercato confermano questa tendenza: nella stagione 2025/2026 in Italia sono stati immatricolati 8.144 nuovi camper, con una crescita del 4,95% rispetto alla stagione precedente.
Non significa che tutti vogliano diventare camperisti. Significa però che il viaggio on the road continua a suscitare interesse e che il pubblico sta scoprendo nuove possibilità per trascorrere vacanze e weekend.
Parma si conferma capitale del turismo all’aria aperta
Il bilancio finale parla dunque di 100 mila presenze, oltre 350 espositori, più di 600 veicoli, cinque padiglioni e oltre 110 mila metri quadrati di superficie espositiva.
Ma dietro questi numeri c’è qualcosa di più interessante: la conferma che il Salone del Camper è diventato un appuntamento capace di mettere insieme mondi diversi.
C’è chi arriva per cercare il camper dei propri sogni, chi vuole confrontare modelli e prezzi, chi è già un esperto e chi invece entra per la prima volta in un mezzo ricreazionale.
Tutti, però, possono uscire dai padiglioni con la stessa sensazione: la voglia di partire.
E forse è proprio questa la vera forza del Salone di Parma. Non serve essere camperisti per apprezzarlo. Basta avere ancora un po’ di curiosità, qualche giorno libero e la voglia di scoprire dove porta la strada.
Il prossimo viaggio, in fondo, può cominciare anche da una visita in Fiera.







