Vivere più a lungo o vivere meglio? La risposta dal Congresso FMSI




di Giorgio Miola

 

Il 38° Congresso Nazionale della Federazione Medico Sportiva Italiana (Fmsi) si è svolto dal 26 al 28 marzo presso il Centro Congressi Rome Cavalieri di Roma, ponendo al centro del dibattito il rapporto tra età biologica ed età anagrafica e il contributo della Medicina dello Sport al prolungamento della vita in salute (healthspan).

Nel corso dei tre giorni di lavori è emerso con chiarezza come, in un Paese e in un continente caratterizzati da un’elevata aspettativa di vita, persista tuttavia un significativo numero di anni vissuti in condizioni di malattia. In questo contesto, l’attenzione all’età biologica e ai fattori che la influenzano si è confermata cruciale per migliorare lo stato di salute della popolazione, anche alla luce del fatto che i determinanti dell’invecchiamento agiscono fin dalle prime fasi della vita.

Gli specialisti italiani in Medicina dello Sport hanno ribadito il proprio ruolo nella definizione e nella promozione dei fattori in grado di incidere positivamente sull’età biologica rispetto a quella anagrafica, contribuendo così alla riduzione delle malattie croniche non trasmissibili e al raggiungimento di una longevità in buona salute. La Fmsi, riconosciuta dal Ministero della Salute come unica società scientifica di riferimento nel settore, ha sottolineato l’importanza di trasferire alla popolazione generale e al sistema sanitario le competenze maturate anche in ambito olimpico, attraverso un modello integrato e costo-efficace di prevenzione e predizione delle patologie croniche, arricchito dai più recenti sviluppi della ricerca epigenetica.

Durante il congresso è stato inoltre ricordato come la Medicina dello Sport sia nata in Italia, a Milano, nel 1957, grazie all’opera del Rodolfo Margaria, che già allora sosteneva la necessità di prescrivere l’esercizio fisico come un vero e proprio “farmaco”, calibrato nella giusta dose da uno specialista. Oggi questa disciplina, anche grazie all’attività delle federazioni italiana ed europea, ha ottenuto un riconoscimento a livello internazionale.

L’evento è stato inaugurato dal presidente della Fmsi, Maurizio Casasco, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e del sistema sportivo. Nel suo intervento, Casasco ha sottolineato come il concetto di età biologica rappresenti non solo un tema scientifico, ma anche un possibile parametro di riferimento per orientare le scelte del sistema sociale, economico e politico, dalle politiche previdenziali a quelle finanziarie. Ha inoltre ribadito la necessità che la conoscenza scientifica entri in modo più incisivo nel dibattito istituzionale.

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Il programma scientifico, articolato in numerose sessioni e approfondimenti, ha affrontato temi quali “Invecchiamento umano e attività motorie”, “Neuroscienze ed esercizio fisico”, “Donna e movimento”, “Nutrizione e sport”, “Olimpiadi di Milano-Cortina: ricerca, innovazione e performance” e la prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico, sviluppata sulla base delle linee guida elaborate dalla Fmsi in collaborazione con le principali società scientifiche del settore. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla prevenzione vaccinale, con un simposio specifico inserito tra gli “hot topics” del congresso.

Alla manifestazione hanno partecipato oltre 80 relatori, tra esponenti del mondo scientifico, accademico, politico e sportivo, intervenuti davanti a una platea di più di 3.200 medici iscritti, confermando il forte interesse per i temi proposti.

Nel corso della giornata inaugurale sono intervenuti anche il Ministro della Salute Orazio Schillaci e la Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Schillaci ha evidenziato come l’healthspan rappresenti un indicatore fondamentale dell’efficacia delle politiche sanitarie e come la riduzione del divario rispetto al lifespan passi necessariamente attraverso la prevenzione e la promozione di stili di vita sani, ambiti nei quali la Medicina dello Sport è destinata a svolgere un ruolo determinante. Bernini ha invece richiamato l’attenzione sul tema delle scuole di specializzazione, sottolineando l’impegno a valorizzare la figura del medico dello sport anche nella direzione dei percorsi formativi universitari. Nella giornata di chiusura l’intervento del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Antonio Tajani che ha ribadito la vicinanza del governo ai medici dello sport e a quanto fanno per la tutela della salute. Antonio Tajani nell’occasione é stato insignito del titolo di socio onorario della FMSI per il lungo impegno profuso nel tempo a favore della medicina dello sport e il suo progressivo riconoscimento a livello internazionale.

Il congresso si è concluso ribadendo l’obiettivo della Fmsi di integrare sempre più la conoscenza scientifica nelle scelte strategiche del Paese, promuovendo un modello di prevenzione basato sulla valutazione funzionale dello stato di salute, sulla prescrizione personalizzata dell’esercizio fisico, sull’attenzione agli aspetti nutrizionali e sulla gestione dello stress. Un approccio che mira a trasferire alla popolazione generale le competenze sviluppate nello sport di alto livello, contribuendo in modo concreto al miglioramento della qualità della vita e alla sostenibilità del sistema sanitario nazionale.