Il punto sul girone A della serie C




di Alberto Ambrosi

Abbiamo atteso queste prime sei giornate per iniziare a delineare un primo bilancio stagionale.
Un campionato, il nostro, con molte pretendenti per quell’unico posto sicuro per il paradiso ma che promette equilibrio e magari più di una sorpresa per quelle che invece saranno le griglie play off e play out.
Iniziamo con le delusioni: senza ombra di dubbio hanno “toppato” questa prima parte di torneo le due nobili piemontesi. Alessandria e Novara chiudono mestamente la graduatoria avendo inanellato una serie di sconfitte preoccupanti. Le due società si erano spartite la posta alla prima di campionato e quello, pensate, è rimasto l’unico punto realizzato fin qui dai grigi che avevano approcciato la stagione con ben altre ambizioni. Di poco più consistente il bottino del Novara che precede i corregionali in graduatoria solo in virtù di altri due pareggi. Urge a breve un deciso cambio di marcia.
Alla voce sorprese non si può non citare l’Arzignano Valdichiampo. La squadra veneta dopo aver incassato sei gol con pesanti sconfitte nelle prime due giornate si è poi gradatamente ripresa inanellando una serie di affermazioni convincenti ed assestandosi al settimo posto con ben dieci punti subito a ridosso del plotoncino di testa.
Ben sei squadre in cinque punti potrebbe essere un segnale di equilibrio in vetta, ma proviamo ad analizzare nel dettaglio il cammino delle pretendenti al salto di categoria.
Se l’ammirevole marcia della Virtus Verona e del Renate, quinte con undici punti, ha forse già rivelato qualche discontinuità di rendimento, di sicuro un ruolo di possibile outsider spetta alla Triestina capace di prestazioni brillanti ma anche di cadute improvvise di lucidità.
Chi invece pare destinato a recitare un ruolo da protagonista per tutta la stagione sono sicuramente le attuali occupanti le prime tre posizioni in graduatoria.
Imbattute le favorite Vicenza e Padova, attenzione però al Mantova capace di togliere gli unici punti lasciati fin qui per strada dalla capolista e inopinatamente caduta la scorsa settimana ad opera della già citata, mina vagante, Triestina.
Speculare per molti aspetti il cammino delle due venete di testa. Due soli punti separano fin qui il Padova dal Vicenza eppure entrambe le formazioni hanno incassato fino ad oggi soltanto due reti mentre i biancoscudati ne hanno realizzato una soltanto più dei cugini (dodici contro undici).
Il gioco espresso è apparso convincente, ispirato e con diverse soluzioni tattiche per entrambe le compagini. Qualche piccolo scossone di assestamento possiamo anche metterlo in preventivo nelle prossime giornate ma siamo convinti che lo scontro diretto del 29 ottobre ci dirà molto sui colori trainanti questa appassionante ed intensa stagione sportiva. Attendiamo con trepidazione.